Persone porzione singola

Giugno 26, 2008 by Frenk

“Il primo sapone fu fatto con le ceneri di eroi, come le prime scimmie mandate nello spazio. Senza dolore, senza sacrificio, non avremmo niente.” (Tyler Durden) 

Chi ha visto o letto Fight Club ha già capito a cosa mi riferisco. Gli amici porzione singola sono quelle persone che incontri e con i quali condividi parte della tua vita per qualche ora, soprattutto durante i viaggi di lavoro. Eccomi qui a Padova in un hotel di periferia. Domani mattina devo fare lezione a degli studenti di una scuola di psicoterapia e la cena l’ho passata con Stefano, un rappresentante di Nike per il Veneto. Abbiam parlato di scarpe e psicologia…anzi della psicologia delle scarpe :-) Ci siamo riepiti di spritz, abbiam guardato la partita degli Europei e adesso ognuno in camera sua. Io sono qui ad aggiornare il blog mentre in TV trasmettono il Sesto Senso…Bruce Willis rimane sempre uno dei miei attori preferiti. Ho cominciato a fumare per colpa sua cazzarola…le Winston!

Voglio chiudere questo post riprendendo il commento del Pizza; è vero le ferite sono esperienza e sbagliando si impara. Sapete cosa diceva Marcel Proust? Lui era in assoluto il più sfigato degli scrittori…un perdente nato che ha passato gli ultimi suoi vent’anni a scrivere un libro che in pochi han letto. Comunque, arrivato alla fine della sua vita si guarda indietro e conclude che tutti gli anni in cui ha sofferto erano gli anni migliori della sua vita, perché lo hanno reso ciò che era. Gli anni in cui è stato felice, tutti sprecati: non gli hanno insegnato niente. Una posizione un po’ estrema lo so, ma credo che renda abbastanza l’idea.

Piccola riflessione sulle ferite

Giugno 23, 2008 by Frenk

In attesa che il buon Sir Albe George Cuneo ci fornisca le foto della discesa in hydrospeed, mi concedo ad un piccolo intervallo riflessivo sulle ferite. “… che due palle!”, direte voi, ma non me ne vogliate, mi beccate in sto momento della mia vita e son ca**i vostri :-)  Potete sempre farvi un giro sul blog del Pizza o andare su youtube se vi sembra un post paccoso.

Anyway… ieri sera, prima di quello spettacolo pietoso di Spagna–Italia (come vi dicevo, è tutto diverso…) dopo aver fatto la doccia mi guardavo allo specchio le piccole ferite e i lividi (tanti) che mi sono procurato in questo week-end avventura. Me le guardavo con un po’ di orgoglio ed una sana soddisfazione narcisistica, riconducendole a specifici momenti, tipo: “ecco questo livido sul fianco me lo sono fatto nelle rapide del Noce, quest’altro nella calata da 4mt del canyoning” e bla bla bla. Alcune me le sono trovate in posti inimmaginabili ed ho pensato che alla fine ognuno di noi ha un corpo segnato e si trova “cicatrici di vita” come mappe stradali segrete delle proprie storie personali. Molte delle nostre vecchie ferite guariscono,
lasciando solo delle cicatrici, ma alcune di loro no. Alcune ferite ce le portiamo comunque dappertutto e sebbene il taglio è sparito da un pezzo…un senso di fastidio (che non è proprio dolore) perdura ancora.
Forse le nostre vecchie ferite ci
 insegnano qualcosa. Ci ricordano dove siamo stati e cosa abbiamo superato. Ci impartiscono lezioni su cosa dobbiamo evitare in futuro (dai sassi marroni scivolosi che si trovano nei torrenti, a relazioni che possono essere altrettanto scivolose). Questo è ciò che ci piace pensare. Alcune cose dobbiamo impararle ancora…ancora e ancora.

A questo punto mi sembra di sentire un coro di voci che fa: “Ah Giorgeee, e daccie ste foto!”

 

Extreme week-end (Parte Prima)

Giugno 22, 2008 by Frenk

Solo poche parole, per lasciare voce alle immagini. Innanzitutto, sono tornato e mi sono divertito un saccooo! Aaaah…ho ancora l’adrenalina in circolo…insieme ad un bel po’ di botte e feritine che mi guardo con orgoglio ed ammirazione. Sono lusingato per aver essermi aggiudicato dal gruppo il titolo di “Ragazzo del Week-end”; grazie Sommo e Potente Seminari per avermi fregiato di tale titolo :-)

Le foto di questo post riguardano la prima giornata dedicata al canyoning. Clicca qui per la Gallery del Canyoning

Questo è solo un assaggio…

…continua…

Io sono il mio trainer

Giugno 20, 2008 by Frenk

Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere, dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare e avere la pazienza delle onde di andare e venire, ricominciare a fluire. 

Da un po’ di mesi a questa parte sto mettendo alla prova me stesso. In modi diversi, in forme diverse, sto affrontando paure, fobie…fantasmi. Cerco di farlo tenendo la testa alta, ma sempre con umiltà, anche perchè tanti giorni è veramente difficile sollevare la testa e la punta bianca delle All Star è tutto quello che riesci a vedere. Il “vuoto” mi terrorizzava. Ora mi spaventa meno e questo week-end affronterò il vuoto fisico, restare sospeso a mezz’aria calandosi da un ponte a 30mt di altezza o gettarsi da 5 o 6mt dentro un bacino d’acqua dolce. Tutto quanto insomma fa parte del Canyoning (il giorno dopo però mi rifaccio in quello che è il mio ambiente naturale…l’acqua, facendo hydrospeed)! Tra di voi ci sono almeno due persone che se la rideranno immaginando me in parete e che soffro di vertigini! Beh, ciucciatevi i vostri calzini sporchi, la rinascita del Frenk passa anche per questa strada. Prossima tappa? Beh, il Cammino in solitario. Oggi sua Maestà il Peregrino per eccellenza Ermo mi ha dato la sua guida…lo considero un passaggio di testimone!

In questo week-end estremo non sarò solo; ci saranno George, Dade, Sem e i ragazzi del Chili Rafting della Val di Sole. Rock ‘n Roooooll!

Signora in Giallo vs. Tenente Colombo

Giugno 19, 2008 by Frenk

Beh… per me non c’è storia: vince la Signora in Giallo a tavolino! Volete paragonare quella gran donna di mondo che è Jessica Fletcher (in ogni episodio finisce sempre ad un party con un bicchiere di Martini in mano) con Colombo? Sarà pure un bravo ispettore, ma un po’ sfigato lo è, dai! Vi chiedete il perchè di questo post? Beh, arriva l’estate (oddio stamattina mi sono svegliato e c’era il sole!) e ricominciano tutte le replicone di questi due telefilm. Qualche giorno fa stavo appunto guardando un episodio di Colombo con mia nonna approfittando di uno dei suoi ormai sempre più rari momenti di lucidità. Insomma, ho capito che per Colombo sul luogo del delitto vanno esaminate tre cose: cosa c’è ora che non c’era prima, cosa c’era prima che non c’è più e cosa è stato spostato. Secondo me, se Colombo ed io ci incontrassimo ora, troverebbe facilmente risposta alle sue domande! 

Per tutti i viaggiatori (anche quelli mentali…) consiglio un giro su questo blog http://worldsitetravellers.wordpress.com/ suggerito da un lettore. Merita decisamente un posto nella nostra link list! Spero possa essere di aiuto a tanti. Grazie Federuco!

Chi viaggia e chi resta

Giugno 18, 2008 by Frenk

Non finisco mai di pensare “chi l’avrebbe mai detto…”. Ho iniziato a scrivere questo blog perché la carta, le pareti, la sabbia…la pelle, non mi bastavano più; avevo bisogno di altre superfici. Invece sto ottenendo molto di più! Uno spazio per condividere, una superficie per tutti. Avanti quindi sporcate questo “foglio”! I miei post sono solo degli spunti ma sono i vostri commenti che danno la vita a questo blog

A chi è in viaggio dico: chi viaggia senza la voglia di incontrare sé stesso, si sta solo spostando…non sta viaggiando.

A chi rimane a casa ed aspetta dico: non preoccupatevi, un viaggiatore torna sempre, perché prima o poi si torna sempre sui passi già dati, per ripeterli e per tracciarvi accanto nuovi cammini, nuovi sentieri. Saramago, Viaggio in Portogallo (…guarda caso…)

 

Tutto sull’autenticità

Giugno 15, 2008 by Frenk

Rimaniamo in Spagna. “Uno è più autentico, quanto più somiglia all’idea che ha sognato di se stesso”. Qualche giorno fa una persona mi ha fatto riflettere sul significato di questa frase. E’ tratta da quel gran film che è “Tutto su mia madre” di P. Almòdovar e, più precisamente dal divertente monologo di Agrado in teatro. L’autenticità di una persona deriva dall’intima consapevolezza che si ha di se stessi, anche se il più delle volte la ricerchiamo attraverso gli occhi, le parole e le conferme che ci arrivano dalla gente che ci sta attorno: amici, fidanzati/e, colleghi di lavoro… Può essere frustrante talvolta, perchè ci sembra di rincorrere sempre un’ideale di “autenticità” che si plasma sempre più a quello che altri vorrebbero da noi, e noi, come dei coglioni, perdiamo di vista quello che siamo. Capita a tutti almeno una volta nella vita. “Costa molto essere autentici e non bisogna essere tirchi”.

La “mia” Guernica

Giugno 14, 2008 by Frenk

“L’avete fatto voi maestro?”, “No, l’avete fatto voi con i bombardamenti” (Risposta di Picasso ad un ufficiale dell’aeronautica tedesca in visita al suo studio).

Non potevo lasciare Madrid senza aver visto quest’opera, uno dei miei quadri preferiti in assoluto (ne tengo una riproduzione sopra la mia scrivania in studio a Milano). Si trova al Museo Reina Sofia, in una sala tutta sua (viste le dimensioni, alta 3.50m e lunga 7.82m). Mi sono seduto per terra contro il muro e sono rimasto ad osservarla come un bambino, con il collo piegato a destra per non so quanto tempo. Per quanto sia un opera drammatica e straziante e cupa, mi dà speranza; quella mano che regge la candela, è un bagliore di speranza che può fare luce nella vita di ognuno di noi.

Curiosità: Se vi capita di andare a fare un giro all’ONU a New York (per lavoro o per spasso) la guida vi porterà attraverso il corridoio che sta davanti alla sala del Consiglio di Sicurezza. Lì si trova un arazzo che rappresenta Guernica. Quindi, ogni qual volta Kofi Annan ed ambasciatori vari escono a fare dichiarazioni per la stampa l’arazzo viene inquadrato in secondo piano. Nei mesi però in cui si discuteva di un eventuale guerra preventiva in Iraq i vertici ONU hanno ritenuto che non fosse poi così opportuno farsi riprendere con un tale manifesto dello scempio della guerra. Fatto sta che l’arazzo è stato coperto da un drappo blu. La risposta di un portavoce dell’ONU è stata che  misto di bianchi, neri e grigi dell’arazzo producevano un effetto di confusione visiva… (!!!)

G (…a breve qualche foto)

Fiiiiiiiiiiiiiii

Giugno 9, 2008 by Frenk

Frittatona di cipolle, birra gelata e rutto libero! Alè che si gioca. Due anni fa vincevamo i mondiali, la squadra è più o meno la stessa, la stagione è più o meno la stessa…c’è sempre la Francia. Cosa c’è di diverso? Una cosa sola…è tutto diverso.

Pooo po po po po pooo pooo!

G

Francesco Pancetta

Giugno 7, 2008 by Frenk

…mmmh panceeettaa…No, sta volta Homer non c’entra. Questo post riguarda la mostra del pittore Francis Bacon a Palazzo Reale a Milano; un pittore di rottura. Anzi, uno degli ultimi pittori espressionisti di rottura. Nasce a Dublino nel 1909, si spegne a Madrid nel ‘92. Ambiguo e discusso, figlio della guerra e di un militare rigido, autoritario, cui inevitabilmente s’oppone. Il padre non è proprio il suo modello. Piuttosto è legato alla nonna materna, forse è merito suo se sviluppa un simpatico piacere per i vestiti femminili. E diventa gay. E viene cacciato di casa dal padre dopo averlo sgamato mentre indossava i vestiti della nonna. Lascerà tutto in eredità al compagno gay. Vive tra Londra, Berlino, Parigi, Madrid quindi esclusivamente in centri di rilievo. Solito percorso difficile, poi esplode nel secondo dopoguerra.

Lo definirei l’uomo del tormento, ma non ho mai studiato da vicino l’opera di Bacon, che opera a partire dagli anni ‘20, iniziando anche con stracci e mobili. Sì, stracci. E vendevano eh! Sarà che nei programmi delle scuole superiori i docenti di arte (anche se per quanto ne so i docenti di tutte le materie compiono questa scelta enormemente stronza) si avvicinano con una certa refrattarietà all’arte del secondo dopguerra, salvo quell’arte chiamarsi pop art.
Beh Francis Bacon non è pop, cominciamo da questo, è sicuramente più vicino all’espressionismo. E se proprio proprio - ma no! - ci fosse un legame col popismo, dovremmo pensare all’idea all’origine della serie “Crash and Disasters” di Warhol, l’irrompere della cronaca più brutale.
Ma Bacon l’ho colto molto più esistenzialista, essenzialista, anche se avrà pur recuperato il tutto da qualche parte: quella di Francis Bacon si presenta come una pittura anzitutto vivida, di contrasto, scissioni, scontri, perchè raffigura i contrasti, la carnalità, la disperazione cioè l’uomo essenziale secondo lui, una pittura gridata. Che talvolta schernisce il potere e sa essere anche molto seriosa eh. Ed è sempre deformata, vituperata, antinaturalistica: volti graffiati, arti allungati.

Egli in primis ovviamente è mica tanto a posto. Non ordinario. Forse tormentato, forse confusionario (ma bisognerebbe aver letto i soliti diari dell’artista, se ci sono).
Voglio che la mia vita sia il più libera possibile, voglio solo il migliore tipo di atmosfera in cui lavorare“. Ad esempio dipinge esclusivamente nel suo studio, un ambiente disordinatissimo perchè insomma gli ambienti ordinati non gli piacciono troppo. Lui è confusionario, dicevo.

Bacon in una frase: “Cosa credevate che dipingessi? Rose nel secolo degli orrori?”